A Casa Mehari il sottosegretario di Stato all’Interno Wanda Ferro
“Giancarlo Siani. Terra nemica” di Pietro Perone è il libro che sarà presentato giovedì 11 dicembre (ore 10) a Casa Mehari, il bene confiscato di via Nicotera n. 8 a Quarto, Napoli.
Insieme all’autore sarà presente Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno. Saluti istituzionali: Antonio Sabino (sindaco di Quarto), Raffaella De Vivo (assessore alla Legalità), Giovanni De Vivo, (presidente del Consiglio Comunale). Interventi: Ciro Biondi (giornalista e direttore di Radio Mehari), Ottavio Lucarelli (presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania), Maria Rosaria Laganà (prefetto e direttore nazionale Agenzia Beni Confiscati), Daniela Lombardi (direttore regionale Agenzia Beni Confiscati), Enrico Tedesco (Fondazione Polis), Massimiliano Manfredi (consigliere regionale) e Ugo De Cesare (Osservatorio sulla Legalità). Modera l’incontro il giornalista Nello Mazzone. Partecipa una delegazione di studenti dell’Isis Montalcini di Quarto.
Sinossi deli libro “Giancarlo Siani. Terra nemica” (San Paolo, 2025). Per otto anni sull’uccisione di Giancarlo Siani, avvenuta il 23 settembre del 1985, cala il silenzio. Il movente è “chiaro” fin dall’inizio, molto scomodo individuarlo davvero. A quarant’anni da uno dei più efferati delitti mafiosi avvenuti in Italia, questo libro è un contributo alla memoria da parte di chi ha lavorato in via Cosenza n. 13, a Castellammare di Stabia, la stessa redazione del Mattino dove ha operato Siani. È il racconto dell’impegno di un ristretto gruppo di giornalisti, il “pool Siani”, che ha inseguito la verità a partire dal 1993, quando alla direzione del quotidiano arrivano un maestro di comunicazione, Sergio Zavoli, e Paolo Graldi, geniale esperto di mafia e terrorismo, entrambi non napoletani. Comincia sotto la loro guida una lunga inchiesta parallela a quella della magistratura, tra silenzi impenetrabili e piste inesplorate: Siani lasciato solo in “terra nemica”; un manoscritto, in procinto di essere pubblicato, fatto sparire; la paura che lo divora poche ore prima di essere ucciso, quando invano cerca di essere scortato a casa. Piste decisive se imboccate subito, destinate a essere percorse a metà a distanza di otto anni dal martirio laico di un cronista ventiseienne, senza contratto, armato soltanto del proprio coraggio. Prefazione di Marco Risi. Postfazione di Gianmario Siani.